Un po' di numeri

Le 1216 entità finora documentate sul territorio di Lucoli rappresentano poco più del 12% della flora vascolare italiana che, secondo gli ultimi dati disponibili (2018), ammonta a circa 9800 entità, di cui circa 1600 sono alloctone. Delle 1216 entità 21 sono Pteridophyta (Felci e simili, piante senza semi), 5 sono Gymnospermae (Pini, Ginepri e simili, piante con semi sprovvisti di ovario) e 1190 Angiospermae (piante con semi protetti da ovario).

Inoltre:
82 sono endemiche e 14 subendemiche
87 sono nelle Liste Rosse nazionali delle specie a rischio
98 sono nelle Liste Rosse regionali delle specie a richio
16 sono protette dalla L.R. 11 settembre 1979 n° 45 e successive integrazioni
4 sono nel “Repertorio della flora nazionale protetta”
39 sono orchidee spontanee, tutelate dalla Convenzione di Washington (Cites B)
173 sono tossiche o velenose
399 sono officinali
49 sono specie alloctone di cui 19 invasive
1 è specie prioritaria della Direttiva Habitat
1 è esclusiva di Campo Felice


Sappiamo che molte piante sono commestibili, altre sono tossiche e altre ancora sono piante officinali, cioè con proprietà medicamentose. Queste ultime possono essere contemporaneamente commestibili o tossiche. Nel nostro territorio ce ne sono una buona quantità; 563 entità possiedono almeno una di queste proprieta.

                              


La flora di Lucoli si distribuisce in 495 generi e 100 famiglie. Lo spettro tassonomico, cioè la distribuzione delle 1216 entità secondo la famiglia botanica, ci dice che come per il totale della flora italiana, la famiglia più numerosa è quella delle Asteracee con 152 entità (12,5%), a cui seguono le Fabaceae con 90 entità (7,4%), le Poacee con 68 (5,6%), le Rosaceae con 67 (5,5%), le Caryophyllaceae con 66 (5,4%) e le Brassicaceae con 65 (5,3%). Queste 6 famiglie insieme rappresentano il 41,8% del totale.

                      


Le piante vascolari proteggono le gemme durante l’inverno adattandosi all’ambiente ed all’habitat. Questi adattamenti sono chiamati forme biologiche. Lo spettro biologico della flora di Lucoli vede una netta prevalenza delle Emicriptofite, specie erbacee perenni o a volte bienni, prevalenti nelle zone temperate, con il 46,6% del totale a cui seguono le Terofite, specie erbacee annuali delle zone aride, antropizzate e generalmente disturbate, con il 18,0%; le Geofite, piante perenni degli ambienti palustri e dei boschi freschi di caducifoglie con il 14,7%; le Fanerofite e Nanofanerofite, alberi e arbusti, con il 10,4 %; le Camefite, piante perenni delle zone a pascolo arido con affioramenti rocciosi con il 9,6% ed infine le Idrofite, piante acquatiche, con lo 0,6%.

                           


La corologia studia la distribuzione geografica delle piante mentre i corotipi raggruppano specie che hanno lo stesso areale di diffusione. I tipi corologici principali in cui viene suddivisa la flora italiana sono una decina e raggruppano una settantina di corotipi. Lo spettro corologico non ci dà solo informazioni riguardanti la provenienza di un gruppo di specie ma è anche utile, almeno per i corotipi con un preciso significato ecologico, per conoscere le condizioni ambientali del territorio studiato. Una predominanza di specie ad ampia distribuzione (Cosmopolite) indica ambienti fortemente antropizzati e disturbati ma, fortunatamente, questo non è il caso di Lucoli dove le specie ad Ampia distribuzione, con il 9,9%, sono solo al 4° posto in questa particolare graduatoria. Il corotipo più rappresentato è quello Mediterrareo, cioè le specie con areale nel bacino mediterraneo, con il 25,1%. Seguono il corotipo Europeo con il 20,9% e quello Eurasiatico con il 17,5%. Questi primi tre corotipi comprendono il 63,5% della flora di Lucoli.

                   


Un dato che ci sembra molto positivo è che solo 49 entità (il 4% del totale) risultano alloctone, cioè non  appartenenti alla flora originaria del territorio. Di queste, 24 sono archeofite, cioè introdotte in tempi molto antichi, 25 sono neofite, ovvero introdotte dopo la scopertra dell'America. Tra le alloctone le entità considerate invasive ammontano a 19, di cui 17 fra le neofite e 2 fra le archeofite.
Fra le invasive, sul nostro territorio le più pericolose possono essere considerate l'Ailanthus altissima (Ailanto), albero originario della Cina che cresce rapidamente, spesso infestante che colonizza velocemente terreni incolti, scarpate e bordi stradali ma che fortunatamente non sale oltre gli 800-900 m di di quota, e il Senecio inaequidens (Senecione sudafricano), pianta proveniente dal Sud-Africa che colonizza diversi tipi di habitat e si dissemina lungo le vie di comunicazione. Ne abbiamo avuto un esempio questo autunno (2019), quando una vistosa fioritura di questa pianta ha ingiallito la montagna sopra la frazione di Colle (Coste del Colle)

      Ailanthus altissima       Senecio inaequidens


Abbiamo anche fatto qualche conto sulle nuove entità scoperte sul territorio dal 2010 in poi, cioè dall’anno della pubblicazione del sito.
Nel 2010 un forte impulso l’abbiamo avuto per aver organizzato a Campo Felice il raduno annuale di Acta Plantarum. Nel 2011, sulle ali dell’entusiasmo per il successo dell’anno prima non ci siamo certo risparmiati e i risultati sono stati molto soddisfacenti. Poi, negli anni successivi, le nuove scoperte non hanno certo soddisfatto le nostre attese ma solo perché, siamo convinti, che ormai da scoprire c’è rimasto ben poco. Nell'ultimo anno, come nell'anno precedente, le nuove entità trovate nel territorio sono state 24, di cui 3 endemiche e 4 subendemiche.  Ma abbiamo ancora molto da fare perché ci sono settori del territorio ancora poco indagati.