Un po' di numeri

Attualmente le entità presenti sul territorio sono 1195 di cui:
- 76 sono piante endemiche, cioè specie caratteristiche di un determinato ambiente geograficamente delimitato, in questo caso endemiche italiane. Di queste alcune sono esclusive dell'Abruzzo e una esclusiva del territorio di Lucoli
-
12 sono piante subendemiche, cioè piante presenti soprattutto nell'area italiana ma con limitati sconfinamenti in territori vicini
- 16 sono piante protette dalla L.R. 11 settembre 1979 n° 45
43 sono piante protette a livello nazionale, di cui 39 sono orchidee spontaneee


Sappiamo che molte piante sono commestibili, altre sono tossiche e altre ancora sono piante officinali, cioè con proprietà medicamentose. Queste ultime possono essere contemporaneamente commestibili o tossiche. Nel nostro territorio ce ne sono una buona quantità; 558 entità possiedono almeno una di queste proprieta.

                                    


Lo spettro tassonomico, cioè la distribuzione delle 1195 entità secondo la famiglia botanica, ci dice che come per il totale della flora italiana, la famiglia più numerosa è quella delle Asteracee. La flora di Lucoli si distribuisce in 99 famiglie e 485 generi. Ben 28 famiglie sono composte da una sola entità

                      


Le piante vascolari proteggono le gemme durante l’inverno adattandosi all’ambiente ed all’habitat. Questi adattamenti sono chiamati forme biologiche. La distribuzione secondo questi caratteri delle nostre piante è la seguente:               

                       

Terofitespecie erebacee annuali che compiono il loro ciclo vitale nella buona stagione e sopravvivono attraverso i semi
Emicriptofite: specie erbacee perenni o a volte bienni che seccano durante la stagione avversa fino al livello del suolo, dove restano in riposo le gemme protette da una rosetta di foglie basali
Camefite: piante le cui gemme o apici vegetativi destinati a resistere alla stagione sfavorevole, restano a non più di 30 cm da terra
Fanerofite e Nanofanerofite: alberi o arbusti le cui gemme o apici vegetativi si elevano ad una altezza del suolo di almeno 30 cm
Geofite: piante perenni che trascorrono la stagione avversa con fusti sotterranei metamorfosati
Idrofite: piante acquatiche con gemme natanti o immerse nell'acqua

da https://www.actaplantarum.org/glossario/glossario.php


Un dato che ci sembra molto positivo è che solo 50 entità su 1195 (4,2%) risultano alloctone, cioè non  appartenenti alla flora originaria del territorio. Di queste, 23 sono archeofite, cioè introdotte in tempi molto antichi, 24 sono neofite, ovvero introdotte dopo la scopertra dell'America e 3 sono criptogeniche, cioè entità per cui non si è certi dell'origine. Tra le alloctone le entità considerate invasive ammontano a 18, di cui 16 fra le neofite e 2 fra le archeofite.
Fra le invasive, sul nostro territorio le più pericolose possono essere considerate l'Ailanthus altissima (Ailanto), albero originario della Cina che cresce rapidamente, spesso infestante che colonizza velocemente terreni incolti, scarpate e bordi stradali ma che fortunatamente non sale oltre gli 800-900 m di di quota, e il Senecio inaequidens (Senecione sudafricano), pianta proveniente dal Sud-Africa che colonizza diversi tipi di habitat e si dissemina lungo le vie di comunicazione.

      Ailanthus altissima       Senecio inaequidens


Abbiamo anche fatto qualche conto sulle nuove entità scoperte sul territorio dal 2010 in poi, cioè dall’anno della pubblicazione del sito.
Nel 2010 un forte impulso l’abbiamo avuto per aver organizzato a Campo Felice il raduno annuale di Acta Plantarum. Nel 2011, sulle ali dell’entusiasmo per il successo dell’anno prima non ci siamo certo risparmiati e i risultati sono stati molto soddisfacenti. Poi, negli anni successivi, le nuove scoperte non hanno certo soddisfatto le nostre attese ma solo perché, siamo convinti, che ormai da scoprire c’è rimasto ben poco. Nell'ultimo anno però (2018) siamo stati un po' più fortunati degli anni precedenti, avendo trovato ben 24 entità nuove per il territorio di cui 5 nei vicoli e nelle stradine delle frazioni di Lucoli. Ma abbiamo ancora da fare perché ci sono settori del territorio ancora poco indagati.